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Uno si sveglia la mattina e pensa che è in isolamento e non puo’ fare un cazzo, ma poi ricordi, -che fortuna!- finalmente non vivo più in un locale accatastato come magazzino altresi detto C2 ma ora ho casa tutta mia col giardino, che bello il giardino! E invece no, il verbo dei Bagni Sporchi continua a perseguitarmi, ci sono gli Leggi il seguito di questo post »

 

ENCARTE 7INCH INVASIONE MONOBANDA VOL3 sangraQuesta è un’occasione speciale in cui i bagni sporchi si incontrano con la musica morta. So che le mie parole non hanno molto senso ma quando  la Dead Music, realtà capitolina che ormai diffonde il verbo del punk e del lo-fi attraverso il mondo, mette alla luce una nuova uscita, la Dirty Toilets Brigade smuove le acque sudice e luride dei suoi bagni per promuoverla. Siamo al terzo capitolo della saga INVASIONE MONOBANDA, Leggi il seguito di questo post »

La trinità. Il numero tre a rappresentare il divino e la Junkie Business crew pronta come sempre a servire e adorare il profano. A tutti i provocatori della capitale e non, questa è la Terza chiamata della Junkie Business night che per l’occasione evoca e convoca tre band giunte dagli oscuri e marci angoli dell’Europa pronte a  profanare insieme a voi, diavoli punk, l’insonne notte romana del Trenta Formiche. Questa volta assistiamo ad una fusione tra il synth punk Greco, il punk ‘77  Italiano ed il synth power pop Serbo tutto al femminile per farvi saltare il cervello dalla scatola cranica senza bisogno del cacciavite. Nomos 751, Homoplastik che per l’occasione si fonderanno con i Nomos diventando così la creatura Nomoplastik e Kitty Litter. Fuoriusciti, cani pazzi, border-liner, malati di mente, adoratori del buio e dell’alcool, la Junkie Business vi aspetta il 5 ottobre per coronare i vostri sogni pieni di scandalo e fiumi di punk.

NOMOS 751

Se in un salotto della Roma bene qualcuno pronuncia la parola Nomos, il Leopoldo Monescalchi de Panfilis di turno – rampollo di una ricca famiglia di Roma Snob – guarderà al suo polso il suo preziosissimo e precisissimo orologio tedesco.
Ma se invece aggiungiamo tre numeri a questa arcaica parola, trasformandola in Nomos 751 e la pronunciamo in una fetida cantina di Roma Est, l’immagine che ne viene fuori è quella di un punk strafatto di eccitanti, scoppianti ed esilaranti che si scopa un commodore 64 e in fase orgasmica un mix di suoni e colori si disperde nell’atmosfera. Loro sono i Nomos 751, sono contro la mitologia del rock e i pantaloni di pelle, vengono dalla Grecia, e amano fare l’amore anche con le Roland 707. Per l’occasione del terzo appuntamento delle Junkie Business night trasformeranno l’umida notte romana in una psichedelica esperienza, dove i synth, l’organo e le chitarre la fanno da protagonisti.

NOMOPLASTIK

Si sa poco del DNA della creatura NomoPlastik, essere contorto e subdolo, un mix tra chtulu, il kraken e una punk band mezza greca e mezzo italiana. Quello che si sa per certo attraverso la mitologia del punk italiano è che il loro nome è molto simile ad un gruppo punk ’77, gli Homoplastik che a cavallo tra ‘90 e 2000 si sono contorti sui palchi più instabili d’Italia, anche merito del loro leader Michael Candela. Altra cosa certa è che gli studiosi hanno scovato nel loro codice genetico tracce evidenti di synth e chitarre che ci ricollegano ai greci Νόμος 751, creature folli ed eclettiche che danno un tocco monosynth all’essere Nomoplastik. A poco serviranno le contromisure contenitive attivate dalla Junkie Business. Sarà molto difficile contenere e limitare i danni che questo mostro tentacolare e infimo, il Nomoplastik, causerà in quell’antro già strutturalmente provato del Trenta Formiche. Pirati di ogni mare, bande di teppisti, punk e rockers della peggior fattispecie, fatevi trasportare nell’abissale sonno senza sogni della Junkie Business Night # 3“.

KITTY LITTER

Non vi fate affatto ingannare dalla chioma bionda e dal suo look un po’ modette anni ’60, se provate rubarle il suo synth in una buia galleria metropolitana potrebbe tirare fuori un rasoio a mano libera dalla sua valigetta e affettarvi il collo per bene. Sia quando sale sul palco con i Νόμος 751, sia che calchi la scena da sola, vi troncherà di netto la giugulare grazie alle sonorità che fuoriescono dai suoi strumenti. Le tese e veloci tracce di un minuto e mezzo di Kitty Litter, sono un divertente mix di punk, garage-punk, power-pop e sintetizzatori. I testi ricalcano un po’ le tematiche riot-girl e adolescenziali, ma spruzzate fortemente di dissacrante punk femminile. Prima su tutte “Blood on his Dick” che non lascia molto spazio alla vostra immaginazione.
Perfetta per una nottata targata Junkie Business.

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E per chiudere con il massacro più totaledj set targato Slovenly Records con il capo assoluto Pete Menchetti, roba da farsi veramente male! Si parte alle 18.00 da Sip Bistrot.
aperitivo, prime birrette, cena. Consolle in giardino e primi set in consolle.
Dalle 22.00 al Trenta Formiche per i live e il party all night long!!!

Una nuova gang di punk scocciati e senza ritegno solca le strade della capitale, la Junkie Business. Punk assetati di musica rozza, grezza, morta, che si aggirano come licantropi e vampiri nelle notti e negli antri più bui della capitale. Non posso fare a meno di raccogliere la loro chiamata nell’attesa della serata inaugurale presso la caverna del mandrione, il Trenta Formiche. Tre band targate Slovenly Record, etichetta del guru del garage Peter Menchetti, Leggi il seguito di questo post »

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Mi ritrovo quest’anno nella veste di media partner di uno dei festival più vissuti, attraversati e di successo di pubblico della capitale. Un appuntamento ormai fisso incentrato sugli uomini monobanda, dei veri e proprio frontman che fanno del polistrumentismo il loro cavallo di battaglia. Edizione distribuita in tre eventi, in tre location di punta della scena romana indie, Il Fanfulla, Il Trenta Formiche e il Luppolo Station, sponsorizzati e organizzati da “El Patròn” Freddie Koratella e Trenta Formiche stesso. Le emozioni saranno tante e le parole per raccontarlo sempre troppo poche.

Vol.1 Fanfulla. 23 Marzo 2018

Il locale già dalle primissime ore della serata è gremito di appassionati e personaggi di un certo calibro della Roma est, tutta brava gente eh! niente avanzi di galera, ergastolani o uomini di malaffare, anche se l’atmosfera Leggi il seguito di questo post »

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Immaginatevi un uomo solo in stazione. E’ sera inoltrata, ma lui indossa un paio di occhiali da sole neri come la notte. Di fronte a lui il tabellone delle partenze ed un binario, ai suoi piedi delle valigie vintage d’altri tempi. Si guarda intorno, la gente nel frattempo va avanti e indietro senza curarsi di lui, chi a bere qualcosa, chi a mangiare un panino. Poi d’improvviso quest’uomo tira fuori una chitarra, la valigia diventa una cassa e tutto si trasforma magicamente…non siamo più in una stazione ferroviaria ma in un pub di trastevere, il Luppolo Station, riproduzione esatta di una stazione ferroviaria di altri tempi, dove gli hobo, i viandanti americani di fine ottocento si fermavano a bivaccare prima di salire su di un carro merci, così, senza meta, alla ricerca del significato della vita, tra una mezza bottiglia di whisky distillato clandestinamente e un banjo suonato con malinconia.

L’uomo in nero è Mr. Deadly, l’uomo mortale, proprio perchè dopo averlo sentito suonare puoi anche prendere l’ultimo treno, quello dritto all’inferno. Leggi il seguito di questo post »

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Io amo il rock’n’roll, lo idolatro in tutte le sue forme. Così come so bene che tutto quello che ascolto proviene dall’anima nera dei figli dell’Africa (primi veri e unici homo sapiens apparsi nella valle dell’Eden) costretti alla catena e allo schiocco della frusta. Tanta roba, cazzo…e quella roba veniva espressa attraverso il blues. Blues che ho imparato ad amare ed apprezzare negli ultimi tempi, quando ho cercato di capire che cosa era che mi legava così tanto al rock’n’roll.

Uno dei miei amici più fidati, tra l’altro bassetto, bruttarello, barbuto e pure pieno de anelli alle orecchie e al naso, proveniente dalle campagne del viterbese e non troppo ferrato musicalmente (se ascolta della robaccia improponibile tipo gruppi black metal) , negli ultimi anni si è appassionato al blues come non mai e mi ha coinvolto in questo suo trip.  Sono anni che mi parla del Mojo Station Blues Festival, lui negli anni non se ne è persa neppure un’edizione Leggi il seguito di questo post »

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Se un giorno i vostri piedi penzoleranno da una forca ci sarà solo una band a farvi da colonna sonora. Gianni TBAY e i suoi compadres! La serata nasce come un release party del nuovo 7” “Barbed Times” uscito su “Skronk Records” e diventa però al più presto la traversata di un gruppo di hobo su di un treno merci di fine ‘800, di quelli che ti portano in qualche piantagione di cotone dell’Alabama. Ed improvvisamente non sei più al Trenta Formiche a Roma ma ti ritrovi  in uno dei sobborghi di New Orleans mentre ti giochi a dadi la tua mezza bottiglia di moonshine, ormai unica compagna di vita, insieme ai quattro denti  dondolanti che ti rimangono in bocca.

A supportare Gianni troviamo Leggi il seguito di questo post »

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Di seguito vi narrerò gli eventi che hanno circondato ed hanno marcato la quarta edizione del festival più “sucio” della capitale, per dirla alla spagnola. Organizzato dal capitano della Dead Music, il gigante buono Freddie tre denti Koratella, il festival vede numerosi artisti di fama internazionale calcare per due sere di seguito due tra i palchi più sotterranei della capitale, Il Fanfulla e il Trenta Formiche.

Purtroppo per motivi riguardanti la tuttavia non acquisita capacità di sdoppiamento della persona(con la personalità ci sono già riuscito) la Dirty Toilets Brigade riesce ad essere presente solo alla serata di apertura al Fanfulla.

Appena metto piede nel fumoso locale vedo un piccoletto mascherato che suona come un bastardo la cover di un famoso gruppo proto-garage peruviano, “Los Saicos”; il brano in questione è “Demoliciòn”. Il lottatore musicale in questione è the amazing onemanband, figlio di una cagna e di un lupo mannaro(dal suo profilo facebook) annovera tra i componenti della sua band:

-the amazing onemanband agli urli e strilli
-alla grancassa il piede destro
-al charleston il  piede sinistro
-al ritmo folle la mano destra
-alle sciatte melodie la  mano sinistra.

Il troglodita si dimena, fortemente violenta la sua chitarra Leggi il seguito di questo post »

Foto Biennale Cinema Venezia

Tomas Millian, Stelle Garcia, Daniel Ades e il regista Dennis Hopper nel 1971, per “Fuga da Hollywood” (AP Photo)

Ho provato a cercare della foto di lui, volevo fare un collage, ma poi ho preferito pubblicare una di quelle che mi piace più di tutte; in compagnia di un gigante del cinema come Dennis Hopper, durante la mostra del cinema di Venezia del 1971 dove il film THE LAST MOVIE, titolo in italiano FUGA DA HOLLYWOOD, con la regia di Hopper, lo vedeva interprete del prete del villaggio. Qui a Venezia si presentarono vestiti da hippie, non credo solo per provocazione, ma perchè lo fossero veramente. Io da ragazzino dopo aver visto EASY RIDER, vidi un breve spezzone video su Dennis Hopper e Tomas Milian a Venezia, vestiti così come nella foto, con un atteggiamento provocatorio e menefreghista, rispetto alla sciccherìa e al bigottismo italiano di quegli anni…E FU SUBITO AMORE…..

 Omaggio ad un grande attore, un attore con la A maiuscola…addio grande!
Tra l’altro ho anche scoperto che Leggi il seguito di questo post »